Analisi Euro Gennaio 2015 in relazione al 2014

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L’Euro è sceso a Gennaio 2015 più di quanto sia sceso in tutto il 201, un crollo smodato di EUR/USD che non lascia tranquilli.

L’Euro sta crollando, ormai è cosa nota. Tantissime persone hanno cercato di paragonare questo crollo che ha avuto origine, in maniera più sostanziale, in queste ultime settimane di gennaio, al crollo che il cross EUR/USD (Euro contro Dollaro) ha avuto nel 2014. La perdita è stata di circa il 14%, perdita che ha sfociato nell’ennesimo crollo ad inizio 2015, e che adesso ha portato il “The Fiber” ai minimi degli ultimi 11 anni.

Ma sotto un punto di vista statistico, se andassimo a comparare EUR/USD con le altre coppie “partner”, il crollo risulterebbe molto più modesto: soltanto circa il 5% in tutto il 2014.

La cosa più sconcertante è stato il crollo che c’è stato nelle prime 3 settimane di gennaio (2015), l’Euro è crollato ben del 6%, facendo la media ponderata con le altre coppie forex.

Questo repentino cambio di prezzo è stato dovuto a delle situazioni a dir poco eccezionali che sono avvenute in un lasso di tempo, che nel mondo del forex è tantissimo, ovvero le prime tre settimane di Gennaio. Da segnalare l’aumento, senza precedenti, del valore del Franco Svizzero (dovuto alla rimozione del “piolo” a 1,20 della Banca Centrale Svizzera) e l’imponente schema di Quantitative Easing da parte della Banca Centrale Europea, che è stato annunciato da poco da Mario Draghi.

Non solo notizie macroeconomiche, ma anche parole dei politici che continuano a piovere e a scatenare il tumulto tra i traders.
Da segnalare su tutti anche le parole al veleno del Primo Ministro Matteo Renzi, che vuole raggiungere la parità tra Euro e Dollaro (parole simili tra l’altro, a quello dette da Berlusconi non troppi mesi fa).

Il Quantitative Easing della Banca Centrale Europea

EUR/USD è crollato maggiormente quando la Banca Centrale Europea ha deciso di iniziare con il Quantitative Easing a pieno regime.
Saranno 60 miliardi i titoli che verranno acquistati ogni mese, e più precisamente si tratterà di obbligazioni “covered” e investimenti garantiti da attività. Si pensa che anche obbligazioni Greche potranno essere incluse nel piano di acquisto.

Gli acquisti dureranno con grande probabilità fino a Settembre 2016. Se l’inflazione però non tornerà entro i valori di crescita attesi dalla Banca Centrale Europea, il programma continuerà nel suo intento anche dopo Settembre 2016.

Interessante vedere che il 12% dei nuovi acquisti sarà a rischio condiviso, la Banca Centrale Europea tratterà un’altro 8% dei bonds, quindi praticamente 1/5 del rischio sarà condiviso nel complesso.

Non solo l’Euro

Non solo l’Euro sta crollando sui mercati, ma anche gli interesse delle obbligazioni governative in tutta la zona dell’Europa stanno crollando verso livelli insostenibili.

Draghi ha detto che c’è una “crescita moderata” e che i prezzi del petrolio in ribasso aiuteranno l’Europa a crescere ancora. Tuttavia, secondo Draghi, i numeri spaventosi sulla disoccupazione, continueranno a pesare sull’Eurozona.

Intanto il cross EUR/USD continua a precipitare, e a preoccupare. Raggiungerà davvero la parità? Vedremo.

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